



Bambole di Carne non è un documentario che parla di abusi sui bambini, ma una favola, che mostra qualcosa di (tragicamente) reale in maniera irreale.
C'è il paese senza nome e senza tempo, il piccolo eroe dalla nascita miracolosa, una manciata di bizzarri personaggi, fanciulle da salvare e l'orco da sconfiggere, ma l'aria da fiaba non nasconde il tema scottante.
Gettato via alla nascita, come un sacchetto d'immondizia, Simon viene salvato (per modo di dire) e cresciuto in una gabbia, come quelle in cui crescono i polli. Venduto ad un ladro, finisce nella casa di un pedofilo, che usa i bambini per il proprio piacere, privandoli della loro innocenza e umanità, mutandoli in bambole.
Publié en Italie par Ed.Arcadia en 2008, c'est un volume unique de 46 pages, écrit et dessiné par
Francesca de Sacco. L'histoire parle des abus sur les enfants, mais - sans rien cacher au thème traité -elle est racontée comme si c’était une conte de fées.
De toute façon le livre n'est pas pour enfants.
(
Bambole di Carne en française)
traduzione di Gino Marchetti